Probabilmente i videogiocatori maturi e cresciutelli nemmeno ci baderanno, ma dal 2003 hanno fatto capolino sulle confezioni dei videogame alcuni bollini: si tratta delle indicazioni del PEGI, il
Pan European Game Information, uno standard di classificazione dei contenuti in vigore in più di trenta paesi europei, compresa l'Italia. Un bollino sulla copertina - segnalante l'età indicata per fruire senza problemi del videogioco - ed eventuali altri simboli sul retro della confezione forniscono tutta una serie di informazioni utili a chi deve acquistare un gioco diretto a bambini o utenti sensibili a determinate tematiche. Sei anni nel mondo dei videogame sono molti e ormai alcuni aspetti della classificazione PEGI possono sembrare obsoleti di fronte ai cambiamenti di questo dinamico settore di intrattenimento: per questo, a partire dal prossimo 1 Settembre 2009, entreranno in vigore alcune interessanti modifiche alla classificazione. Andiamo a scoprirle assieme.
Quelle cinque fasce di età
L'indicazione più importante della classificazione PEGI è sicuramente quella relativa all'età consigliata per usufruire di un videogioco: si tratta infatti del bollino posto in bella vista sul fronte delle confezioni dei videogame (e riprodotto anche sul retro di copertina e nel manuale, nonché molto spesso all'avvio del gioco stesso). Tali fasce di età rimangono invariate nella nuova classificazione: ce ne sono due di colore verde (3 anni e 7 anni, praticamente i giochi per tutti), due di colore giallo (12 e 16 anni, i giochi da teenager) e il bollino rosso "18", che indica videogame dai contenuti particolarmente maturi e quindi inadatti ai minorenni. La classificazione per colore è però una novità e permette una più facile identificazione delle varie fasce. Altra piccola modifica è la scomparsa del segno "+" dopo le età ("7+" diventa semplicemente "7"), ma in generale la classificazione per età non ha subito modifiche sostanziali nel nuovo regolamento.
È comunque importante sottolineare una cosa: degli oltre trenta paesi che hanno adottato formalmente la classificazione PEGI soltanto quattro - Regno Unito, Finlandia, Norvegia e Paesi Bassi - vi hanno abbinato una valenza legale, vietando ad esempio la commercializzazione di giochi vietati ai minori in assenza di un maggiorenne. Negli altri paesi, Italia compresa, non c'è divieto legale di vendita di videogame considerati "per adulti" ai minori: una ragione in più per cui i genitori farebbero bene ad apprendere e sfruttare la classificazione PEGI per capire esattamente cosa stanno giocando i loro figli.
Tutta questione di contenuti
Le nuove regole del PEGI in fatto di contenuti sono invece più interessanti. Sul retro della copertina dei giochi infatti troviamo già da ora alcuni simboli grafici che identificano tematiche e tipologie di contenuti: queste, unitamente all'indicazione di fascia d'età, dovrebbero consentire una rapida e precisa classificazione dei videogame per identificare quelli adatti ai nostri acquisti. I simboli relativi ai contenuti sono sette, e più precisamente indicatori di Violenza, Paura, Discriminazione, Gioco d'Azzardo, Linguaggio Scurrile, Droghe e Sesso. Tutti piuttosto auto-esplicativi e, lo ricordiamo, strettamente legati ai contenuti del gioco (non necessariamente alle meccaniche o al gameplay).
A questi si aggiunge il nuovo bollino Online, che indica - appunto - la possibilità di andare online con il videogame in questione. Sebbene possa sembrare più un'informazione tecnica, la presenza o meno di modalità online è decisamente diventata un fattore discriminante piuttosto importante in un mondo in cui la comunicazione online che coinvolge i minorenni viene sempre più vista con timore, considerando vari casi di cronaca che preferiremmo non riportare. È importante comprendere che il bollino "Online" non sta comunque a indicare funzionalità online inadatte ai bambini, ma la pura e semplice predisposizione del videogame ad essere utilizzato con un collegamento online.
PEGI Online: i siti internet "sicuri"
Da non confondere con il bollino appena citato e presente sulle confezioni dei videogame, il PEGI Online è un ramo dell'organizzazione del PEGI dedicato alla classificazione dei contenuti di siti online. Fondato nel 2007 e supportato dalla Commissione Europea, PEGI Online propone una classificazione non obbligatoria dei contenuti di siti web, specialmente di quelli che contengono giochi online (come browser-game, videogiochi in Java o in Flash e simili). I proprietari dei siti possono sottoporre i propri contenuti al PEGI Online per cercare di ottenere il bollino "PEGI Online OK", che andrà poi mantenuto rispettando impegnandosi a:
- Mantenere il sito libero da contenuti illeciti o offensivi prodotti dagli utenti
- Rimuovere tutti i link indesiderati
- Fornire un adeguato meccanismo di denuncia
- Garantire la riservatezza degli utenti
Ci siamo impegnati a fare un giro su alcuni noti siti che propongono videogame online e browser game e abbiamo notato l'assoluta assenza del bollino: segno che, al contrario del PEGI classico, il PEGI Online è un metodo di classificazione per niente radicato e che deve ancora imporsi in un ambito decisamente meno gestibile e controllabile.